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«Il sì all’eterologa è un importante passo avanti». Anche in italia i luterani sono oramai post-cristiani

12 Apr

Christiane Groeben«La caduta del divieto di fecondazione eterologa è un importante passo avanti, che riaccende la speranza di vedere realizzato il legittimo desiderio di genitorialità di molte coppie italiane». Lo dichiara Christiane Groeben (nella foto è quello senza la giacca di pelle), presidente del Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana Italiana (CELI), a commento della decisione della Corte Costituzionale che giovedì 9 aprile ha dichiarato incostituzionale quanto sancito nel 2004 dalla Legge 40, calpestando la volontà dei cittadini italiani espressa incontrovertibilmente dall’esito del referendum abrogativo promosso nel 2005 dai suoi avversari: in quell’occasione, infatti, disertando le urne, gl’italiani bocciarono sonoramente le intenzioni di chi voleva peggiorare la Legge 40 e quindi anche chi, contro di essa, mirava a legalizzare la fecondazione eterologa.

La dichiarazione della CELI è sconcertante. Perché è sconcertante che una Chiesa cristiana plauda a un’immoralità palese qual è la fecondazione eterologa. Davvero la Chiesa Cattolica è l’unica a difendere appieno la dignità della persona umana, l’unica a battersi ancora e sempre per la salvaguardia dei “princìpi non negoziabili”, l’unica a promuovere l’umanesimo autentico, l’unica a essere davvero cristiana.

La CELI, invece, incapace di cogliere il nesso strutturale che unisce il suo dirsi cristiana e la difesa della natura dell’uomo creato da Dio a propria immagine e somiglianza, già si avvia a essere una postreligione come già lo sono molte Chiese luterane europee disponibili a tollerare e a promuovere gravissime forme di violazione della legge morale naturale. Del resto, nel 2011 la CELI già aveva approvato la benedizione di coppie di fatto sia eterosessuali sia omosessuali. O, assai più volgarmente, come già osserva qualcuno, la CELI ‒ che sono “quattro gatti” ‒ sta disperatamente cercando d’intercettare l’8 per mille. Dei non credenti.